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Museo Nazionale di Capodimonte


Direzione  Linda Martino
Sede  via Miano 2 80131 Napoli
telefono  0039.081.7499111 - fax 0039.081.7445032
email  sspsae-na.capodimonte@beniculturali.it
PEC:  mbac-sspsae-nap@mailcert.beniculturali.it

Accoglienza
telefono  0039.081.7499130 - 0039.081.7499151
email 
spsae-na.accoglienza.capodimonte@beniculturali.it

  




Storia del Museo

Il Museo di Capodimonte trae origine dalla straordinaria collezione dei Farnese, una delle famiglie più importanti del Rinascimento italiano. A questo deve la varietà delle sue raccolte che, dalla pittura e dalla scultura, si estende ai disegni, alle armi, alle arti decorative con una ricchezza di esemplari di grande raffinatezza, frutto sia del collezionismo farnesiano sia, in seguito, delle corti dei Borbone e dei Savoia. Ma, allo stesso tempo, Capodimonte è stata anche una reggia sontuosa, vissuta e abitata, con fortuna discontinua, dalle famiglie regnanti tra Settecento e i primi decenni del Novecento.

Nel 1738 Carlo di Borbone, da poco insediato sul trono di Napoli, decide di costruire, sotto la direzione dell’ingegnere militare Giovani Antonio Medrano, una nuova residenza di corte, nella zona collinare a nord della città, per sistemare il grande patrimonio artistico ereditato dalla madre Elisabetta Farnese. I lavori di completamento dell’edificio si protrarranno per circa un secolo mentre la reggia, anche durante il decennio di dominazione francese (1806-1815) con Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat e, in seguito, con la restaurazione borbonica, è teatro privilegiato di eventi storici e civili.

Dopo l'Unità d’Italia, grazie al lavoro attento del direttore amministrativo di Casa Savoia, Annibale Sacco, la reggia continua ad arricchirsi di importanti acquisizioni di dipinti, oggetti d'arte e d'arredo provenienti dalle ex residenze borboniche e alcuni ambienti del 'piano nobile' sono destinati a galleria di pittori e scultori viventi, ampliata via via dalle acquisizioni sabaude.

Dopo gli anni terribili della guerra e in seguito a un intervento importante sulle strutture stesse del palazzo, nel maggio 1957, con il trasferimento delle raccolte d'arte medievale e moderna, esposte in precedenza nel Museo Nazionale insieme al vasto patrimonio archeologico, è aperto al pubblico il "Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte", una delle istituzioni museali d’avanguardia dell’intero Paese.

Un accrescimento importante delle raccolte è costituito dalla sezione dedicata al contemporaneo che ospita opere eseguite esplicitamente per gli spazi del museo da parte di alcuni fra gli artisti più significativi del panorama internazionale.

A partire dal settembre 1995, grazie al nuovo ordinamento espositivo delle collezioni -a seguito dei lavori condotti negli ultimi anni del secolo scorso, per la necessità di adeguare il museo alle esigenze moderne di conservazione e sicurezza- Capodimonte ha assunto l’attuale configurazione che, anche attraverso l‘allestimento, valorizza la storia stessa del museo.